Tributo Film Mediterraneo di Gabriele Salvatores

Tributo a Mediterraneo il mio film preferito.
Un capolavoro, il miglior film italiano.
Film che conosco a memoria.
Film vincitore dell'oscar nel 1992.
Con Claudio Bisio, Claudio Bigagli, Giuseppe Cederna, Diego Abatantuono, Ugo Conti, Gigio Alberti, Irene Grazioli, Luigi Montini, Antonio Catania.
Genere Commedia.
Produzione Italia 1991.

Avventure, amori e tribolazioni di otto soldati del Regio Esercito Italiano che nel giugno 1941 sono mandati a presidiare un'isoletta greca dell'Egeo dove rimangono sino all'inverno del 1943. Uno degli otto non tornerà.
Senza ambizioni storiche, è una favola, un racconto di formazione, un apologo sull'amicizia virile, sul desiderio di fuga (è dedicato “a tutti quelli che stanno scappando”), sulle difficoltà di crescere. Chiude un'ideale trilogia sul viaggio e su una generazione, quella del regista, formata da Marrakech Express e Turné. Un bel gioco di squadra attoriale e un'accattivante mistura di buffo e patetico con molti stereotipi e qualche leziosaggine ruffiana.
Oscar per il film straniero nel 1992

Il film è accompagnato dalla citazione di un famosa frase di Henri Laborit:
«In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare»
Si chiude con una didascalia significativa ed emblematica:
Dedicato a tutti quelli che stanno scappando.

Ambientazione
Il film è girato nella isola greca di Megisti/Kastellòrizo, posta a sud-est di Rodi, nell'arcipelago del Dodecanneso.

http://www.kastellorizo.de/index.html
http://www.grecia.cc/castellorizo_kastellorizo.htm

Seguono due video dedicati a Kastellorizo/Megisti / Meis









Bellissima colonna sonora



Vassilissa: Può interessare? :-)

conosciamo un certo Ergassia? :-)
c'è modo e modo di dire...il concetto resta quello...:-)
...può interessare...devo dare un occhiatina al regolamento...perchè sa... noi siamo molto... :-)
e dove professare.. dove si esibisce nelle sue manif.. la casa! :-)
...Bisio che nasconde le lettere...:-)
...farina è l'unico che non è d'accordo....
turni:
perchè ho deciso così e resta così :-)
l'ordine è in base alle anzianità e al grado quindi primo io :-)
urge volontario per chiamare in cima alla montagna i .... non trovandosi il volontario i due fratelli restano dove sono :-)



Il senso della vita
Diego Abatantuono a Ugo Conti
Ogni volta che vedo un tramonto mi girano i coglioni, perché è passato un altro giorno…
Grande: Sergente Lorusso !



Italiani Greci: una razza una faccia
...tra due mali meglio male minore.
Cercheremo di darvi meno disturbo possibile :-)



Bisogna saper aspettare!


Non ci hanno lasciato cambiare niente ...

Colonna sonora di: Giancarlo Bigazzi e Marco Falagiani
Il Disco si intitola: Mediterraneo

Giancarlo Bigazzi - Biografia
Nato a Firenze nel 1940, è un produttore discografico, compositore e paroliere italiano, ex leader del gruppo trash degli Squallor.
Con Fabrizio Federighi e Stefano Melani, Giancarlo Bigazzi è considerato uno deli migliori Produttori musicali di Firenze.
Giovanissimo è già autore di grandi successi: scrive per Riccardo Del Turco (Luglio), Mario Tessuto (Lisa dagli occhi blu), Renato dei Profeti (Lady Barbara).
Negli anni settanta continua la sua carriera di autore di testi e (a volte) musicista, inanellando successi spesso scritti insieme a Totò Savio per Massimo Ranieri (Rose Rosse, Vent'anni, Erba di casa mia), o per Gianni Nazzaro (L'amore è una colomba) con Gianni per Marcella Bella (Montagne verdi, Io domani, Nessuno mai, Un sorriso e poi perdonami...) o per lo stesso Gianni (Non si può morire dentro, Dolce uragano, No, Più ci penso, Questo amore non si tocca, Toc toc), o con Claudio Cavallaro per I Camaleonti (Eternità, cantata anche da Ornella Vanoni, Come sei bella, Oggi il cielo è rosa) e per Gigliola Cinquetti.
A metà del decennio conosce Umberto Tozzi e, in veste di produttore, compositore e paroliere lo accompagna al successo nazionale ed internazionale, scrivendo con lui hit quali Donna amante mia, Io camminerò, Ti amo, Tu, Gloria, Stella stai, Notte rosa, Eva ed anche Si può dare di più (cantata da Tozzi con Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri).
Contemporaneamente alla sua carriera di autore, nel 1971 Bigazzi crea, insieme al paroliere Daniele Pace, al musicista Totò Savio e ai discografici Alfredo Cerutti ed Elio Gariboldi il gruppo degli Squallor che, nati come un progetto goliardico tra amici, per il successo ricevuto, incideranno album per 25 anni: per gli Squallor Bigazzi scrive tutti i testi, spesso insieme a Pace, non disdegnando di recitare ogni tanto qualche testo (esilarante in Noè, ad esempio, il suo Dio con accento toscano o, in Guatemala Guatemala, la sua tipica esclamazione toscana "Maremma maiala"); appare anche come attore nei due film del gruppo, Arrapaho e Uccelli d'Italia.
Tra la metà degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta crea a Firenze una specie di clan: produce i primi lavori di Marco Masini, Alessandro Canino e Raf, subito in vetta alle classifiche, Paolo Vallesi, Aleandro Baldi, Danilo Amerio.
Intraprende inoltre la carriera di autore di colonne sonore per il cinema e firma quelle di Mery per sempre e Ragazzi fuori di Marco Risi, nonché dell'Oscar Mediterraneo di Gabriele Salvatores.
All'inizio degli anni novanta rompe il sodalizio artistico con Umberto Tozzi e Raf, mentre continua a lavorare con Masini; scrive Gli uomini non cambiano, successo di Mia Martini.
Nel 1996 scrive la musica di Cirano, su testo di Beppe Dati e Francesco Guccini che la interpreta.
Attualmente continua a lavorare come autore e produttore.

TRAMA FILM
Giugno del 1941. Otto militari italiani sbarcano su una piccola isola dell'Egeo con il compito di stabilire un presidio italiano.
L'isola appare deserta, abbandonata dalla popolazione greca che ha subito la precedente sanguinosa occupazione tedesca. Il manipolo di soldati, al comando del tenente Montini (Claudio Bigagli), un insegnante di latino e greco, appassionato di pittura, si rivela un gruppo di persone assolutamente inadatto alla minima attività militare e presto, sfruttando l'isolamento geografico, l'impossibilità di comunicazione con il comando dovuta alla radio in avaria e l'apparente solitudine dell'isola, si dedica ad attività del tutto estranee alla guerra, compreso il sergente Lorusso (Diego Abatantuono), l'unico con apparenti motivazioni militari.

La popolazione, composta esclusivamente da donne, vecchi, bambini e da un prete ortodosso (il Pope, Luigi Montini) sfuggiti alla deportazione che i tedeschi avevano inflitto ai maschi adulti, ricompare all'improvviso uscendo dai nascondigli nei quali si era rifugiata nel corso della occupazione. Gli isolani hanno avuto modo di osservare quegli estemporanei soldati italiani ben diversi dai tedeschi e hanno capito che per loro non ci sono pericoli. L'isola si rianima di una umanità nuova con la quale il gruppo di soldati stringe diverse forme di legame e di sodalizio.

La vita scorre tranquilla, animata solo dalle vicende interpersonali e dagli attriti che si consumano intorno alla bellissima Vassilissa (Vana Barba), la prostituta dell'isola che si pone al servizio del plotone intero ma della quale si innamora pazzamente l'attendente Farina (Giuseppe Cederna), un soldato impacciato con la passione per la letteratura.

Un giorno, 3 anni dopo lo sbarco dei soldati, un aereo da ricognizione italiano è costretto a compiere un atterraggio di emergenza sull'isola e il pilota (Antonio Catania), esterrefatto, comunica ai soldati la notizia dell'armistizio con gli Anglo-Americani firmato dall'Italia l'autunno dell'anno precedente. Per i soldati si pone il problema del rientro in patria.

Tutti lasciano l'isola a malincuore a bordo di una motobarca inglese, eccetto Farina (sposatosi con Vassilissa) che diserta nascondendosi in un barile di olive e il soldato Noventa (Claudio Bisio) che, preso da una irrefrenabile frenesia di tornare in Italia, aveva già abbandonato solitario l'isola su una barca a remi.

Molti anni dopo il professor Montini accetta l'invito di Farina a recarsi di nuovo sull'isola. Il turismo di massa ha ormai stravolto la piccola isola greca e il tenente, prima di far visita al suo commilitone di un tempo, fa visita alla tomba di Vassilissa, la cui morte gli era stata comunicata per lettera da Farina. Accanto al suo ex-attendente, Montini trova una sorpresa: il sergente Lorusso che, deluso dell'Italia, ha scelto molti anni prima di ritirarsi nell'isola e di ricongiungersi a quel compagno d'armi dal quale un tempo sembravano dividerlo tante cose.

Tratto da:
http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Bigazzi
http://it.wikipedia.org/wiki/Mediterraneo_(film)

1 commento:

  1. semplicemente grazie a gabriele salvatores e ai nostri attori italiani,la lussuosa semplicità nostrana degna di un premio oscar. con questi film sono cresciuta ed ho imparato a conoscere la storia italiana,ad amare il cinema vero quando sa insegnare e far apprezzare anche il passato che diventa storia
    .altro che indegni reality show!!!!!!!!!!!!!

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